Milano accoglie il Nuovo Conservatorio 'Bosco della Musica' nel verde di Rogoredo
Il 20 ottobre ha segnato un momento cruciale per la rigenerazione urbana di Milano, con la posa della prima pietra del "Bosco della Musica". Questo ambizioso progetto trasformerà un'ex area industriale in un polo musicale e culturale dinamico, destinato a ospitare il campus del Conservatorio Giuseppe Verdi. Concepito dallo studio torinese Settanta7, vincitore di un concorso internazionale nel 2022, il complesso si prefigge di essere più di una semplice istituzione educativa; vuole essere un vero e proprio parco pubblico, un luogo di aggregazione sociale e un catalizzatore per la vita culturale cittadina, in particolare per i generi musicali contemporanei come jazz, rock, pop ed elettronica. L'inaugurazione è prevista per il 2028 e si integrerà nel quartiere di Rogoredo, tra l'area storica e Santa Giulia.
La visione architettonica del campus si distingue per la scelta di rompere con la tradizione monolitica, adottando invece quattro volumi distinti che richiamano le forme delicate delle foglie, come spiegato da Daniele Rangone, co-fondatore di Settanta7. Questi edifici si integrano armoniosamente nel paesaggio circostante, enfatizzando la fluidità dei percorsi e la creazione di terrazzamenti a gradoni che sfumano i confini tra l'interno e l'esterno. Questa impostazione mira a promuovere la socialità e a favorire un'immersione nel verde, rendendo il "Bosco della Musica" un luogo permeabile e accogliente non solo per la comunità accademica, ma anche per gli abitanti del quartiere, con l'intento di trasformare la musica in uno strumento di riqualificazione urbana. Un elemento distintivo è l'auditorium da 400 posti, rivestito con scandole ceramiche in sette tonalità e dotato di un'acustica variabile, una caratteristica innovativa per l'Italia, pensata per adattarsi a diversi generi musicali, dalla musica da camera all'elettronica.
Oltre agli spazi didattici all'avanguardia, che includono aule, studi di registrazione, laboratori di sound design e un'area immersiva di 180 metri quadrati, il progetto prevede anche una residenza per studenti e docenti con 200 posti, progettata con attenzione all'isolamento acustico. Un aspetto significativo è la conservazione e il restauro della Palazzina Ex Chimici, un edificio in mattoni rossi progettato da Enrico Agostino Griffini, che testimonia il passato industriale dell'area. Questa palazzina, un tempo parte delle Ferriere Redaelli, sarà destinata ai corsi di jazz, pop e rock, mantenendo vivo il legame con l'identità storica del luogo. Il campus sarà arricchito da un'arena estiva per concerti all'aperto, parcheggi con stazioni di ricarica per veicoli elettrici, e tetti verdi, completando un disegno che coniuga l'innovazione architettonica con il rispetto per la memoria storica e la sostenibilità ambientale, offrendo alla città di Milano un nuovo fulcro di cultura e innovazione.
Questo progetto, il "Bosco della Musica", non è semplicemente la costruzione di un nuovo conservatorio, ma rappresenta una visione lungimirante per il futuro urbano. Simboleggia la capacità di Milano di trasformare il suo passato industriale in opportunità di crescita culturale e sociale. La fusione di architettura contemporanea, rispetto per la storia e integrazione con l'ambiente naturale crea un modello virtuoso di rigenerazione urbana. È un invito a immaginare città dove la musica e la cultura siano accessibili a tutti, dove l'apprendimento e la comunità fioriscano in armonia con il paesaggio, promuovendo un futuro più verde, inclusivo e stimolante per tutti.