Un'Esplorazione Storica: I Concorsi Clementini e l'Evoluzione Architettonica di Roma
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Un'Esplorazione Storica: I Concorsi Clementini e l'Evoluzione Architettonica di Roma

DateJul 20, 2026
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L'Accademia Nazionale di San Luca, con la sua eccezionale mostra "Alla studiosa Gioventù del Disegno", celebra un periodo fondamentale per l'architettura romana, rivelando l'influenza duratura dei Concorsi Clementini. Questo evento espositivo non solo valorizza un patrimonio grafico unico, ma offre anche una prospettiva approfondita sulla digitalizzazione e la conservazione della cultura architettonica dei secoli XVIII e XIX. Attraverso una selezione di 150 disegni, gli visitatori possono ripercorrere l'evoluzione delle idee progettuali, dalle grandiosità tardobarocche alla razionalità illuminista, e comprendere come questi concorsi abbiano plasmato non solo gli architetti dell'epoca, ma anche il volto stesso della Città Eterna. La mostra è un omaggio alla creatività, all'innovazione e alla continua ricerca dell'eccellenza che ha caratterizzato l'Accademia per secoli, rendendo accessibile a un pubblico globale un tesoro di conoscenze.

I Tesori Architettonici dei Concorsi Clementini in Mostra a Roma

Il 20 luglio 2026, la capitale italiana ha acceso i riflettori su un evento culturale di notevole importanza: l'inaugurazione della mostra "Alla studiosa Gioventù del Disegno" presso la storica sede di Palazzo Carpegna, dimora dell'Accademia Nazionale di San Luca. Questa straordinaria esposizione, curata con dedizione da Laura Bartolaccini, Francesco Cellini, Tommaso Manfredi e Angelo Torricelli, svela al pubblico un tesoro inestimabile proveniente dalla ricca collezione dell'Accademia: centocinque opere grafiche che narrano l'evoluzione del disegno architettonico tra il Settecento e l'Ottocento.

Al centro dell'esposizione si trovano i frutti dei celebri Concorsi Clementini di architettura, una serie di competizioni istituite nel lontano 1702 dal lungimirante Papa Clemente XI Albani e proseguite fino al 1869. L'obiettivo primario di questi concorsi era duplice: da un lato, riconoscere e premiare i giovani talenti emergenti nelle "arti sorelle del disegno" (pittura, scultura e architettura); dall'altro, riaffermare con forza il prestigio di Roma e della sua Accademia, "de li pittori scultori e architetti", in un'epoca in cui la Francia illuminista stava emergendo come nuovo faro della cultura europea. Grazie alla loro risonanza, i concorsi acquisirono rapidamente un carattere internazionale, attirando partecipanti da ogni angolo d'Europa, desiderosi di ottenere un riconoscimento che potesse aprire le porte delle corti più prestigiose e assicurare importanti incarichi professionali.

I concorsi erano strutturati in tre classi di difficoltà progressiva. La terza classe, dedicata ai neofiti e abolita nel 1824, si concentrava su prove di disegno e rilievo. La seconda classe richiedeva progetti su scala intermedia, e fu in questa categoria che, nel 1775, un giovanissimo e prodigioso Giuseppe Valadier, all'età di soli 13 anni, si distinse con la sua vittoria. La prima classe, infine, proponeva temi progettuali di grande complessità e ambizione, stimolando la creatività e l'ingegno dei partecipanti.

Il percorso espositivo si articola su due piani, presentando una selezione minuziosa di opere grafiche. Queste illustrano le tendenze dominanti nella cultura progettuale e nel disegno architettonico dell'epoca, partendo dai temi proposti nelle prime due classi di concorso. Inizialmente, i soggetti erano più tradizionali e rituali, come chiese, palazzi pontifici, ville e sepolcri per principi. Un esempio notevole è la vittoria, nel 1705, di un giovane Filippo Juvarra con il suo progetto per un "Regio palazzo in villa per il diporto di tre personaggi". Verso la fine degli anni Venti del Settecento, si assiste a una transizione verso temi più moderni e di carattere civile, che richiedevano l'ideazione di sistemi su vasta scala o la creazione di nuovi spazi pubblici. Tra questi, spiccano progetti per una "città in mezzo al mare fortificata alla moderna", che nel 1732 valse la vittoria a Bernardo Vittone, una piazza con edifici pubblici per una metropoli, un collegio per l'insegnamento delle Matematiche e delle Belle Arti (con il primo premio assegnato a Francesco Sabatini nel 1750), una biblioteca pubblica per una grande città, un ospedale per mille ammalati, o un grandioso cimitero per una città capitale. La scelta dei temi rifletteva anche il fervente dibattito romano sulle trasformazioni urbane: il progetto per una "pubblica fonte per una piazza urbana" del 1706 anticipò la costruzione della celebre Fontana di Trevi, mentre nel 1824 i concorrenti furono chiamati a ideare un "Tempio per sostituire l'incendiata Basilica di San Paolo", distrutta dalle fiamme l'anno precedente.

Il cambiamento dei temi affrontati nelle 35 edizioni dei concorsi rivela una chiara metamorfosi negli approcci al progetto e al disegno: si passa dalla magniloquenza scenografica del tardo barocco a una razionalità di stampo illuminista. I disegni, inoltre, abbandonano la retorica della "rappresentazione" tipica dei primi elaborati per abbracciare criteri di oggettività quasi scientifica, talvolta combinati con atmosfere drammatiche che ricordano scenografie operistiche.

Al primo piano della mostra, i visitatori possono ammirare gli elaborati grafici della terza classe di concorso, che includono disegni di rilievo estremamente dettagliati e progetti di ricostruzione di architetture antiche. I soggetti spaziano dai monumenti dell'antica Roma, come il Pantheon, il Tempio della Pace o l'Arco di Costantino, a dettagli specifici di palazzi e complessi basilicali, quali portoni, nicchie, altari e facciate. Questa sezione è arricchita da una collezione di strumenti utilizzati dagli architetti dell'epoca per progettare e disegnare, comprendente trattati d'epoca, come quelli di Vignola e Milizia, il trattato elementare di geometria descrittiva di Monge e le innovative pubblicazioni "pop-up" per la spiegazione della prospettiva. Sono esposti anche sofisticati strumenti di precisione provenienti dalla collezione Edoardo Dotto di Palermo e dall'Archivio Piermarini di Foligno: balaustrini, regoli graduati, archisti raffinati e compassi di ogni foggia, che simboleggiano la professionalità e l'ingegno degli architetti del tempo, spesso raffigurati con questi strumenti nei loro ritratti e nello stesso stemma dell'Accademia adottato nel 1705.

Oltre alla consegna degli elaborati, il bando dei concorsi prevedeva una prova estemporanea, atta a verificare le capacità reali dei partecipanti e a garantire l'autenticità dei disegni e dei progetti presentati. Grazie alla lungimirante regola che imponeva ai vincitori di lasciare i propri elaborati all'Accademia, l'archivio di San Luca vanta oggi un patrimonio di 976 disegni catalogati. Le ricerche condotte in occasione di questa mostra hanno permesso di risolvere alcune questioni di attribuzione, assegnando la paternità a opere precedentemente considerate anonime, come documentato nel catalogo storico di Paolo Marconi, Angela Cipriani ed Enrico Valeriani del 1974.

Un'iniziativa cruciale che accompagna la mostra è il completamento del processo di digitalizzazione ad alta definizione e pubblicazione online dei disegni dei Concorsi Clementini di architettura. Questo imponente lavoro, avviato nell'ambito del progetto Lineamenta della Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la storia dell'arte di Roma sotto la direzione di Elisabeth Kieven, rende finalmente accessibile a studiosi e appassionati di tutto il mondo questo prezioso patrimonio.

La mostra "Alla studiosa Gioventù del Disegno". I Concorsi Clementini di architettura. 1702–1869, curata da Laura Bartolaccini, Francesco Cellini, Tommaso Manfredi e Angelo Torricelli, con l'allestimento di Francesco Cellini, è aperta al pubblico presso l'Accademia Nazionale di San Luca, in Piazza dell'Accademia di San Luca 77, Roma. L'ingresso è libero per gli studenti universitari. L'esposizione è visitabile dal 6 maggio al 25 luglio 2026 e dal 1 settembre al 24 ottobre 2026. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito web dell'Accademia.

Questa iniziativa ci invita a riflettere sulla profonda interconnessione tra arte, storia e innovazione. I Concorsi Clementini, nati con l'intento di celebrare e promuovere il talento, hanno lasciato un'eredità che trascende il tempo, influenzando generazioni di architetti e arricchendo il patrimonio culturale mondiale. L'accessibilità digitale di questi disegni rappresenta un ponte tra passato e futuro, permettendo a chiunque, ovunque, di studiare e apprezzare la genialità di un'epoca che ha forgiato il volto di Roma. È un promemoria potente di come l'investimento nella cultura e nell'educazione dei giovani talenti possa generare un impatto duraturo e significativo sulla società e sul paesaggio che ci circonda.

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