Tatiana Bilbao svela la sua nuova installazione al MAXXI: 'L'architettura, un gesto collettivo'
L'architetta di fama internazionale Tatiana Bilbao, con la sua ultima creazione 'Campo Aperto', esposta al MAXXI di Roma, invita il pubblico a una profonda riflessione sulla natura dell'architettura. L'opera, pensata come un'installazione site-specific per l'evento Nature 09, trascende la mera estetica per indagare il ruolo dell'architettura come strumento di connessione tra l'individuo e l'ambiente circostante. L'approccio di Bilbao, che definisce l'architettura un 'atto collettivo', enfatizza la collaborazione e il dialogo, promuovendo spazi che siano catalizzatori di esperienze e interazioni sociali. L'esposizione include anche riferimenti a opere storiche come il Labirinto dei ragazzi dello studio BBPR e il Commutatore di Ugo La Pietra, creando un ponte tra passato e presente nell'ambito della progettazione.
Durante l'inaugurazione, la progettista messicana ha illustrato la sua visione, descrivendo l'opera come una 'piattaforma per la vita'. La sua filosofia si radica nell'idea che gli spazi costruiti debbano servire come strumenti per l'esistenza umana, facilitando le esperienze e le narrazioni personali. La struttura di 'Campo Aperto', con i suoi piani inclinati e la torre centrale, è concepita per stimolare l'interazione fisica e sensoriale, invitando i visitatori a esplorare e a vivere lo spazio in modo attivo. Bilbao ha sottolineato come la collaborazione sia intrinseca al processo creativo, affermando che ogni progetto architettonico è il risultato di innumerevoli contributi e competenze diverse.
L'installazione si arricchisce di un elemento ludico e simbolico: le palle rosse che evocano la tradizionale 'pelota' mesoamericana. Questo richiamo non è casuale, ma intende rievocare il significato profondo che il gioco rivestiva in quelle culture, ben oltre il mero divertimento, affrontando questioni esistenziali come la vita e la morte. Per Bilbao, il campo da gioco si trasforma in una metafora dello spazio architettonico stesso, un luogo di possibilità, con le sue regole e i suoi percorsi, dove l'individuo può interagire e confrontarsi con gli altri.
La visione di Bilbao estende il concetto di architettura a una dimensione politica, intesa come mediazione tra l'essere umano e il suo contesto. Fondato nel 2004 a Città del Messico, il suo studio si dedica a un'architettura che sia non solo esteticamente gradevole, ma anche socialmente e ambientalmente responsabile. Progetti come ESTOA, il Giardino Botanico di Culiacàn e la Ruta del Peregrino, testimoniano l'impegno dello studio nel creare opere che rispondano a esigenze collettive e che promuovano un dialogo con il territorio e la comunità.
La scelta di Bilbao di interagire con l'edificio del MAXXI, opera di Zaha Hadid, e con le collezioni del museo, rivela un desiderio di dialogo e di integrazione. L'installazione di 'Campo Aperto' non è solo un'opera a sé stante, ma si inserisce in un contesto più ampio, cercando un confronto con il patrimonio architettonico e artistico esistente. La torre che si protende verso l'esterno, ad esempio, è un tentativo di connettere lo spazio interno del museo con la città circostante, superando i confini tradizionali degli spazi espositivi. Questa ricerca di connessione e di apertura è un tema ricorrente nel lavoro di Bilbao.
Il colore blu intenso dell'installazione, in contrasto con il rosso delle palle, assume un significato simbolico. Il blu, colore distintivo dello studio di Bilbao e richiamo al cielo e al paesaggio messicano, evoca anche una dimensione interiore. Questo contrasto cromatico sottolinea il dinamismo e il movimento che l'architetta desidera infondere nei suoi spazi, incoraggiando conversazioni e giochi. L'opera 'Campo Aperto' si pone come un'interpretazione moderna del concetto di 'Opera Aperta' di Umberto Eco, suggerendo un'opera d'arte che va oltre le intenzioni del creatore, espandendosi attraverso le interazioni e le interpretazioni del pubblico.
Nonostante le sfide ambientali del nostro tempo, come l'inquinamento e il cambiamento climatico, Tatiana Bilbao mantiene una prospettiva ottimista sull'architettura. Riconosce la contraddizione intrinseca del costruire in un'epoca che richiede maggiore rispetto per il pianeta, ma sottolinea l'indispensabilità dell'architettura per l'esistenza umana. Il suo lavoro si concentra sulla ricerca di soluzioni costruttive che promuovano sia la sostenibilità ambientale sia la presenza umana sul pianeta, conciliando la necessità di abitare con la responsabilità ecologica.