Rinascita Modernista: La Casa Galvagni in Liguria
Questa narrazione esplora il recupero di una dimora storica in Liguria, un edificio che testimonia l'audacia architettonica degli anni Cinquanta. L'intervento di ristrutturazione, affidato allo studio ATOMAA, ha mirato a restituire l'integrità stilistica e la visione originaria del suo creatore, l'architetto-artista Mario Galvagni. Il progetto evidenzia come un approccio rispettoso e innovativo possa far rivivere un'opera, integrando storia e contemporaneità e preservando il valore culturale e artistico del patrimonio.
Verso la metà degli anni Cinquanta, la Riviera Ligure di Ponente si affermò come un dinamico laboratorio per la creazione di nuove residenze estive, concepite per la borghesia milanese emergente. Progettisti di spicco dell'epoca, tra cui Ignazio Gardella, Marco Zanuso, Vico Magistretti, Luigi Caccia Dominioni e Gio Ponti, si dedicarono a progetti innovativi in località come Arenzano, Varazze e Ospedaletti, integrando l'architettura nel suggestivo paesaggio costiero. In questo contesto si inserisce il Parco Architettonico di Torre del Mare a Bergeggi, sviluppato tra il 1954 e il 1960 dal giovane Mario Galvagni. La sua opera, sebbene meno celebrata di altre, si distingue per una coerenza unitaria, applicando il concetto di "Ecologia della Forma" ad ogni componente del complesso, con l'obiettivo di armonizzare la costruzione con l'ambiente naturale.
La Casa Sorelle San Pietro, ultimata nel 1956, è un'eloquente espressione di questa filosofia. L'edificio appare quasi come una prosecuzione della montagna, con setti in cemento armato che si ancorano direttamente alle rocce calcaree, mentre il volume abitato si protende con chiarezza verso il mare. Tuttavia, a partire dagli anni Ottanta, la struttura ha subito profonde modificazioni: il piano inferiore, originariamente aperto sulla roccia, è stato trasformato in un alloggio non conforme, poi regolarizzato, e le facciate sono state imbiancate, cancellando il contrasto materico originale tra klinker e cemento.
Lo studio milanese ATOMAA, composto da Samantha Furlotti e Filippo Faletti, ha intrapreso l'incarico di ristrutturare la casa, liberandola dalle sovrapposizioni che ne avevano compromesso l'identità. I progettisti spiegano: «Abbiamo adottato un approccio orientato alla riscoperta. Il dialogo con l'architetto Andrea Canziani della Soprintendenza è stato un percorso di ricerca collaborativo, piuttosto che una negoziazione convenzionale». Al piano principale, le configurazioni originali sono state ripristinate, permettendo alle geometrie di Galvagni di scandire gli spazi, e gli infissi hanno ritrovato il loro aspetto autentico in mogano scuro. Per le superfici interne, una tonalità di grigio tenue crea uno sfondo discreto per la texture grezza dei setti in cemento, mentre un divano e delle poltrone "Gambadilegno" di Enzo Mari arricchiscono il soggiorno spazioso, che si affaccia sulla costa. «Abbiamo evitato qualsiasi tentativo di mimetismo», aggiungono gli architetti. «Riprodurre la palette cromatica di Galvagni avrebbe significato creare un falso storico».
Esternamente, il klinker originale è stato ripulito dalla pittura. Per quanto riguarda il secondo livello sottostrada, la soluzione è stata sostituire le chiusure posticce con ampie vetrate a tutta altezza. Questo ha mantenuto la funzionalità abitativa, ma ha anche restituito la sensazione di leggerezza e trasparenza dei setti scultorei. Gli ATOMAA concludono: «Il restauro non limita la creatività, ma rappresenta una forma di progettazione che richiede ascolto, umiltà e la capacità di confrontarsi con i maestri del passato». Le architetture di Torre del Mare simboleggiano un'era in cui l'audacia costruttiva si è imposta sul paesaggio, un paesaggio che, con il passare del tempo, ha assorbito e trasformato queste opere in patrimonio culturale.
La conservazione e la valorizzazione del patrimonio architettonico modernista ligure sono essenziali per mantenere viva la memoria di un'epoca di grande sperimentazione. Questo progetto non solo ha ridato dignità a un'opera significativa, ma ha anche riaffermato il principio che il restauro è un atto creativo e interpretativo, capace di onorare il passato proiettando la sua essenza nel futuro. Un esempio di come l'architettura possa essere un ponte tra diverse generazioni, celebrando l'originalità senza alterarne l'anima.