Protocollo d'Intesa per la Rigenerazione Sostenibile delle Saline di Tarquinia
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Protocollo d'Intesa per la Rigenerazione Sostenibile delle Saline di Tarquinia

DateMar 11, 2026
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L'Agenzia del Demanio ha presentato un progetto ambizioso per la riqualificazione sostenibile delle Saline di Tarquinia. Questo masterplan, esteso su 170 ettari, si propone di unire la salvaguardia dell'ambiente, la valorizzazione del patrimonio culturale, l'avanzamento della ricerca scientifica e lo sviluppo economico del territorio. Il piano è frutto di un ampio Protocollo d'Intesa che coinvolge diverse istituzioni, puntando a trasformare le Saline in un modello di gestione integrata e resiliente di fronte alle sfide climatiche. Il cuore del progetto sarà il Borgo del Sale, destinato a diventare un centro nevralgico per la cultura, la ricerca e l'accoglienza, con un'attenzione particolare alla mobilità dolce e all'utilizzo di energie rinnovabili.

L'Ambizioso Piano di Rigenerazione per le Saline di Tarquinia

Il 10 marzo 2026, la direttrice dell'Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme, ha esposto presso la Commissione Ambiente della Camera dei Deputati i dettagli del progetto di riqualificazione del Borgo e della Riserva delle Saline di Tarquinia. L'obiettivo è trasformare quest'area di circa 170 ettari in un esempio virtuoso di sviluppo sostenibile, in cui la tutela ecologica si fonde con la promozione culturale e l'incremento del benessere territoriale. Le Saline di Tarquinia, note per la loro antica tradizione produttiva e per l'importanza degli habitat costieri e dell'avifauna migratoria, rappresentano un ecosistema unico dove storia, archeologia e biodiversità si intersecano. Di fronte alle crescenti minacce ambientali, all'erosione costiera e agli impatti del cambiamento climatico, il Demanio ha avviato un percorso collaborativo per il recupero e la valorizzazione di questo sito storico-naturalistico, con un focus sulla riqualificazione e la messa in sicurezza del Borgo.

Il masterplan di Dal Verme concepisce un sistema integrato che comprende il borgo, le saline, la costa e il mare, trasformando la necessità di tutela in una leva di sviluppo. Il documento include un'analisi approfondita del contesto territoriale, culturale, ambientale e urbanistico, suggerendo orientamenti per una mobilità più sostenibile e per il rafforzamento dei collegamenti con i siti culturali e archeologici circostanti. Per l'ecosistema delle Saline, il piano prevede azioni multiformi: miglioramento dell'accessibilità controllata, riduzione dell'impatto umano, gestione ecologica e incremento della resilienza climatica. Dal punto di vista infrastrutturale, sono previsti la riorganizzazione dei percorsi esistenti con passerelle sopraelevate nelle aree più vulnerabili, un monitoraggio costante idro-meteorologico, la manutenzione dei canali storici, il ripristino del cordone dunale con specie autoctone e interventi per mitigare l'impatto delle infrastrutture esistenti.

Il Borgo del Sale è destinato a diventare il fulcro culturale e operativo dell'intera area. Il progetto prevede la creazione di spazi dedicati all'accoglienza, alla ricerca e al presidio territoriale, con funzioni multifunzionali a bassa intensità, ospitalità per ricercatori e artisti, percorsi espositivi e installazioni per l'osservazione naturalistica. Saranno inoltre integrati sistemi di produzione energetica da fonti rinnovabili, nel pieno rispetto del paesaggio e del patrimonio storico-industriale. A sostegno di questa iniziativa, è stato siglato un Protocollo d'Intesa con una vasta rete di enti, tra cui il Comune di Tarquinia, la Regione Lazio, il Ministero della Cultura, l'Arma dei Carabinieri, diverse università e istituti di ricerca, con l'attiva partecipazione del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica. L'obiettivo condiviso è definire un progetto di recupero ecosistemico e culturale che armonizzi ambiente, paesaggio, arte, storia, archeologia, ricerca e crescita economica.

Gli obiettivi strategici del progetto includono la conservazione e la gestione proattiva degli habitat, la promozione di un utilizzo pubblico regolamentato e sostenibile, l'impulso alla ricerca, alla formazione e alla divulgazione in collaborazione con istituzioni accademiche e museali, lo sviluppo di un turismo consapevole e compatibile, e la realizzazione di un polo museale con aree espositive e laboratori didattici e di ricerca. Questa sinergia tra enti locali, istituzioni scientifiche e amministrazioni centrali mira a concretizzare progetti sostenibili e finanziabili attraverso risorse pubbliche e investimenti privati, elevando le Saline di Tarquinia a punto di riferimento per la rigenerazione costiera nel Tirreno centro-settentrionale.

La visione delineata per le Saline di Tarquinia offre un esempio significativo di come la collaborazione interistituzionale possa trasformare un patrimonio storico-naturale in un motore di sviluppo sostenibile. Questo progetto dimostra l'importanza di un approccio olistico che non si limiti alla mera conservazione, ma che sappia valorizzare le risorse esistenti attraverso l'innovazione, la ricerca e una gestione consapevole. In un'epoca di crescenti preoccupazioni ambientali, iniziative come questa ci ricordano che è possibile coniugare la protezione del nostro patrimonio con le esigenze di sviluppo economico e sociale, creando un futuro più resiliente e prospero per le comunità e per l'ambiente.

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