Third Nature: L'Architettura Al Servizio Della Resilienza Urbana E Della Sostenibilità
Third Nature, uno studio danese fondato da Ole Schrøder e Malene Krüger, si distingue per il suo approccio innovativo all'architettura e all'urbanistica, ponendo l'accento sulla sostenibilità e la resilienza urbana. La loro visione, nata in risposta a eventi climatici estremi come l'alluvione di Copenaghen del 2011, mira a creare città più vivibili e capaci di affrontare le sfide ambientali future. Attraverso la collaborazione con i cittadini e l'integrazione di soluzioni multifunzionali, Third Nature sta ridefinendo il modo in cui concepiamo e costruiamo i nostri spazi urbani, dimostrando come la progettazione possa essere un motore di cambiamento positivo per l'ambiente e la comunità.
La genesi di Third Nature è strettamente legata a un evento climatico significativo: l'alluvione che colpì Copenaghen nel giugno 2011, causando ingenti danni. Poco prima di questo disastro, un gruppo di architetti, tra cui Ole Schrøder, aveva partecipato al concorso Europan, proponendo un progetto di riqualificazione sostenibile per il quartiere di Skt. Kjelds, situato a nord della città. Questo progetto, che aveva l'obiettivo di trasformare l'area in un distretto climatico, fu premiato e portò alla fondazione di Third Nature nel 2012. L'efficacia delle loro soluzioni fu presto evidente, poiché l'area di Skt. Kjelds, una volta trasformata, non fu più soggetta ad allagamenti. Il successo di questo intervento ha gettato le basi per numerosi altri progetti "green" in tutta Copenaghen, inclusa la recente riqualificazione di cinque strade del centro storico, ora più accoglienti per pedoni e ciclisti, come parte di un programma più ampio che ne prevede quindici.
La scelta di Skt. Kjelds come punto di partenza fu dettata dalla sua facile accessibilità in bicicletta e dalle sue caratteristiche: un quartiere poco attraente, caratterizzato da un'eccessiva copertura asfaltata. L'obiettivo principale era migliorare la gestione dell'acqua piovana, mitigare le isole di calore e incrementare la biodiversità. Un elemento cruciale che persuase l'amministrazione comunale fu l'analisi economica dello studio: la manutenzione delle strade asfaltate si rivelava più onerosa rispetto alla creazione di un parco. Nel processo di trasformazione, Third Nature ha coinvolto attivamente circa diecimila residenti attraverso oltre 170 iniziative e workshop, partendo dall'ascolto delle loro reali esigenze. La mancanza di servizi come negozi e caffè, oltre alla scarsità di alberi e panchine, emerse come priorità. Oggi, Skt. Kjelds è un luogo vibrante, ribattezzato "Climate Neighbourhood" per il miglioramento della qualità dell'aria e della biodiversità. L'intervento ha non solo risolto problemi ambientali ma ha anche rivitalizzato la vita sociale ed economica del quartiere, con un raddoppio degli affari per le attività locali.
Il successo di Skt. Kjelds ha ispirato una serie di iniziative su diverse scale in tutta la città. Tra queste spicca la "Climate Tile", una piastrella in cemento riciclato, ispirata agli antichi acquedotti romani, progettata per i bordi stradali. Questa innovativa soluzione è dotata di canali interni che possono deviare fino al 30% dell'acqua piovana verso apposite cisterne di stoccaggio, contribuendo in modo significativo alla gestione delle risorse idriche. Un altro progetto di rilievo è l'"Adaptation Park", un giardino reinventato che, ispirandosi alle cisterne indiane, funge da bacino di contenimento per l'acqua in eccesso, dimostrando un approccio olistico alla gestione delle risorse naturali. Parallelamente, è in corso "Resiliency Island", un'operazione su larga scala che prevede la creazione di 60 nuovi ettari di paesaggio utilizzando terra e detriti provenienti dai cantieri cittadini. Questo progetto, la cui prima fase di diga è già completata e sta creando un habitat ideale per alghe e crostacei, proteggerà Copenaghen dall'innalzamento del livello del mare. Questi esempi evidenziano l'impegno di Third Nature nella ricerca di soluzioni innovative e su misura per le sfide ambientali urbane.
Nonostante i successi, Third Nature si confronta con diverse sfide nella transizione ecologica delle città. Un ostacolo persistente è la priorità data all'automobile nella pianificazione urbana moderna, che si traduce in un'eccessiva disponibilità di parcheggi e un traffico veicolare invadente. Si osserva anche la tendenza a piantare alberi giovani e poco resistenti, che spesso non sopravvivono. In generale, manca una visione complessiva e un approccio sistemico alla progettazione urbana, con una scarsa coordinazione tra le diverse compagnie di servizi che operano nel sottosuolo, causando scavi inutili e costi elevati. Per migliorare e accelerare questi processi, è fondamentale pensare in grande e promuovere una maggiore collaborazione tra amministrazione, società di servizi, imprese private e comunità, al fine di ridurre i tempi tra il masterplan e la realizzazione. Anche i progettisti devono assumersi la responsabilità di comunicare con i cittadini e offrire soluzioni concrete ai loro problemi, accettando la gestione della complessità come parte integrante del loro lavoro, piuttosto che concentrarsi esclusivamente sul gesto artistico. Un esempio della loro ricerca di soluzioni innovative è l'installazione sui funghi ospitata dal Danish Architecture Center. Qui, Third Nature ha dimostrato come in soli 30 metri quadrati di "urban farm" sia possibile produrre una quantità di nutrienti comparabile a quella ottenibile dall'allevamento bovino su un'area cento volte maggiore, evidenziando il potenziale della coltivazione verticale di funghi per un'alimentazione più sostenibile e un risparmio di suolo significativo. Questa installazione, realizzata in collaborazione con l'urban farmer Lasse Antoni Carlsen, invita a riflettere sull'uso del territorio in Danimarca, un paese con un'alta percentuale di suolo agricolo, e a considerare alternative innovative per la produzione alimentare.
Third Nature è un faro di innovazione nell'architettura e nell'urbanistica sostenibile, dimostrando con i suoi progetti a Copenaghen e oltre, come sia possibile trasformare le città in ecosistemi resilienti, vivibili e in armonia con la natura. La loro metodologia, basata sulla collaborazione, l'analisi economica e l'integrazione di soluzioni multifunzionali, offre un modello prezioso per affrontare le sfide ambientali e sociali del nostro tempo, creando un futuro urbano più verde e più giusto.