OCA Oasy Arte Contemporanea e Architettura: Un Viaggio Sensoriale tra Natura e Creazione
Settore delle costruzioni

OCA Oasy Arte Contemporanea e Architettura: Un Viaggio Sensoriale tra Natura e Creazione

DateMay 07, 2025
Read Time4 min

Il 15 giugno 2025, un'iniziativa culturale d'eccezione, OCA Oasy Arte Contemporanea e Architettura, aprirà le sue porte, proponendo un percorso unico che fonde espressione artistica, innovazione architettonica e la bellezza incontaminata dell'Oasi Dynamo, situata nell'Appennino Pistoiese. Questa fusione di elementi promette un'esperienza profonda, guidata dalla visione artistica di Emanuele Montibeller e dall'architetto Roberto Castellani. L'obiettivo è offrire ai visitatori un'opportunità per esplorare la dialettica tra la mano dell'uomo e l'ambiente naturale, attraverso installazioni site-specific che invitano alla riflessione e alla scoperta, trasformando una semplice passeggiata in un'autentica immersione sensoriale e intellettuale. Il progetto è concepito come un organismo dinamico, destinato a evolversi e ad accogliere nuove creazioni nel tempo, arricchendo costantemente il dialogo tra diverse forme d'arte e il paesaggio circostante.

Nell'ambiente elevato e rigoglioso dell'Oasi, i visitatori avranno l'opportunità di contemplare le creazioni di alcuni dei più stimati esponenti dell'architettura e dell'arte contemporanea. Tra i nomi illustri figurano Alejandro Aravena, Stefano Boeri, Mariangela Gualtieri con Michele De Lucchi, Kengo Kuma, Quayola, Davis Svensson, Pascale Marthine Tayou e Matteo Thun. Queste opere, concepite per integrarsi senza soluzione di continuità con il paesaggio, elevano il percorso espositivo a un'esperienza di stupore e contemplazione, dove ogni installazione diventa un elemento narrativo nel vasto racconto della natura.

L'accesso all'OCA Oasy Contemporary Art and Architecture prevede una piacevole camminata nel bosco di circa trenta minuti, con partenza dal parcheggio di Croce di Piteglio. Una volta raggiunto un vasto pianoro, i visitatori accederanno allo spazio espositivo principale, ricavato da un'antica stalla. Questo funge da punto di partenza per un itinerario circolare guidato, della durata approssimativa di novanta minuti, durante il quale si scopriranno le varie opere. La prima tappa di questo percorso è il Padiglione Dynamo, firmato da Kengo Kuma, un'opera scultorea che cattura l'essenza del vento e della vegetazione, dialogando fluidamente con l'ambiente circostante.

Proseguendo lungo il percorso, si incontrerà l'installazione intitolata "Nella terra il cielo", frutto della collaborazione tra Mariangela Gualtieri e Michele De Lucchi. Questa opera è un'ode alla fusione tra poesia e struttura, invitando a una profonda meditazione sui temi del mito e della memoria. Immersa nel cuore della natura, la sua essenza è evocata dalla narrazione del luogo, e con il passare del tempo, lascerà dietro di sé solo la traccia impalpabile della sua liricità.

Il viaggio artistico prosegue con "Fratelli Tutti" di Matteo Thun, una composizione circolare di monoliti in pietra locale, ispirata all'enciclica papale. L'opera si sviluppa in una forma rotonda, richiamando i cicli ininterrotti della vita naturale, e invita i visitatori a una pausa riflessiva, promuovendo l'idea di unità e condivisione come possibile destino comune. Poco più avanti, "Erosions" di Quayola esplora l'intersezione tra natura e tecnologia attraverso sculture di pietra lavica plasmate da algoritmi, realizzate grazie al sostegno dell'azienda Ranieri. Infine, "Laudes Creaturarum. Say a little prayer" di Stefano Boeri, trae ispirazione dal Cantico delle creature di San Francesco, presentando un inginocchiatoio orientato verso l'Appennino, un invito alla contemplazione spirituale del paesaggio. L'opera "Self-regulation" di Alejandro Aravena, infine, propone una riflessione sul concetto di abitare, utilizzando una struttura preesistente come veicolo per un'indagine antropologica.

Alla conclusione dell'itinerario, nei pressi dell'area espositiva principale, si trovano le installazioni permanenti "Home of the World" di David Svensson e "Plastic bags" di Pascale Marthine Tayou, entrambe entrate a far parte della collezione stabile di OCA. Inoltre, lo spazio ospita una mostra curata dalla Fondazione Arte Dynamo, che raccoglie una selezione di oltre duemila opere create dagli ospiti di Dynamo Camp, in collaborazione con artisti sia nazionali che internazionali, testimoniando la forza espressiva e terapeutica dell'arte.

Il progetto OCA Oasy Arte Contemporanea e Architettura è concepito come un'entità vivente, destinata ad arricchirsi costantemente. Nei mesi a venire, il percorso sarà ampliato con nuove creazioni di artisti come fuse*, Diana Scherer, Alvaro Siza, Eduardo Souto de Moura e Edoardo Tresoldi, perpetuando il dialogo intrinseco tra espressioni creative e l'incantevole paesaggio naturale circostante. Questa evoluzione continua assicura che ogni visita possa offrire nuove prospettive e ispirazioni, rafforzando il legame tra arte, uomo e ambiente.

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