L'Appartamento Giallo di Ico e Luisa Parisi a St. Moritz: Un Dialogo tra Storia e Contemporaneità
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L'Appartamento Giallo di Ico e Luisa Parisi a St. Moritz: Un Dialogo tra Storia e Contemporaneità

DateMar 03, 2026
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Nell'ambito dell'ultima edizione di Nomad, l'appartamento di St. Moritz ideato negli anni Settanta dai celebri Ico e Luisa Parisi ha rappresentato una delle rivelazioni più sorprendenti. Questa dimora, incredibilmente intatta dopo mezzo secolo, si distingue per il suo vibrante color giallo senape e le sue forme curve. L'occasione ha visto lo svolgersi della mostra 'Yellow Apartment', un progetto curato che ha saputo creare un ponte tra il design storico e l'arte contemporanea, celebrando figure di spicco come Rachele Bianchi e Riccardo Schweizer, e integrando le rivisitazioni di Martino Gamper.

L'Appartamento Giallo: Un Incontro tra Arte e Architettura a St. Moritz

Durante l'edizione più recente di Nomad, la rinomata fiera d'arte e design collezionabile tenutasi a St. Moritz dal 12 al 15 febbraio, una delle scoperte più affascinanti è stata l'apertura eccezionale al pubblico dell'appartamento concepito da Ico e Luisa Parisi nei primi anni Settanta. Questo spazio, preservato impeccabilmente per oltre cinquant'anni dai proprietari Carla e Riccardo Tettamanti, si è distinto per la sua concezione di 'opera totale', dove l'architettura, gli arredi, la luce e il colore, dominato da un distintivo giallo senape e da linee circolari, si fondono in un'esperienza coerente e avvolgente.

Per un breve periodo, l'appartamento ha ospitato 'Yellow Apartment', un'esposizione ideata da Barbara Schweizer ed Elena Maria Sacchi, con la direzione artistica di Katia Jorfida. Questo progetto ha inteso onorare il centenario della nascita di due figure artistiche fondamentali, Rachele Bianchi (1925–2018) e Riccardo Schweizer (1925–2004). Le loro opere sono state messe in dialogo con l'ambiente creato dai Parisi, offrendo un confronto stimolante tra la ricerca artistica e l'architettura degli anni Settanta, riaffermando l'importanza di un capitolo significativo del patrimonio architettonico italiano.

La selezione di opere di Rachele Bianchi ha esplorato la sua longeva carriera, focalizzandosi sulla figura femminile come archetipo e misura formale attraverso sculture, dipinti e bassorilievi che esprimono un intenso dialogo tra corpo e materia. La presenza delle sue creazioni ha acquisito anche un significato biografico, dato che l'appartamento di Via Maistra era la residenza della sorella dell'artista, un luogo carico di ricordi personali.

Le creazioni di Riccardo Schweizer si sono integrate armoniosamente, instaurando un dialogo sia con il lavoro di Bianchi che con quello dei Parisi. La sua ricerca, influenzata da maestri come Picasso, Chagall, Carlo Scarpa e Le Corbusier, si è concentrata sulla relazione tra forma, materia e colore, con un'attenzione particolare alle soluzioni modulari e innovative nel design industriale. Questa esposizione ha risuonato con grande attualità anche in vista della mostra dedicata a Schweizer al MART di Trento, aperta fino al 6 aprile 2026.

A completare l'allestimento, due pezzi della serie 'PostForma Ico' di Martino Gamper, una sedia e un comodino, realizzati in collaborazione con Nilufar. Questi arredi, nati da una reinterpretazione di pezzi vintage di Ico Parisi degli anni Cinquanta e Sessanta, mantengono la loro funzione originaria pur introducendo dettagli artigianali che creano un ponte tra passato e presente. La loro collocazione all'interno dell'appartamento ha stimolato una riflessione sulla relazione tra design storico e visione contemporanea, generando una suggestiva continuità di significato.

L'esplorazione di questo appartamento storico e della mostra “Yellow Apartment” offre una profonda riflessione sulla capacità del design e dell'arte di attraversare il tempo, mantenendo viva la propria rilevanza. La meticolosa conservazione dell'opera di Ico e Luisa Parisi, unita al dialogo contemporaneo instaurato con le opere di Bianchi, Schweizer e Gamper, dimostra come la creatività autentica possa continuare a ispirare, educare e connettere generazioni. È un monito che ci spinge a valorizzare il patrimonio culturale e a ricercare nuove forme di espressione che possano arricchire il nostro quotidiano, tessendo una narrazione che unisce storia, innovazione e bellezza in un unico, vibrante contesto.

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