Il Padiglione Serpentine: Un Omaggi alla Tradizione Britannica con Tocchi Messicani
Il Serpentine Pavilion di quest'anno, progettato dal talentuoso Lanza Atelier, composto da Isabel Abascal e Alessandro Arienzo, si distingue per la sua peculiare forma sinuosa che ricorda un serpente, rendendo omaggio ai tipici muri ondulati dei giardini britannici. Questa installazione temporanea, situata nel cuore di Hyde Park, attinge ispirazione dalla figura del serpente, simbolo di creazione e protezione, e si connette con l'ambiente circostante, inclusi il vicino laghetto omonimo.
Il progetto architettonico ha utilizzato circa trentamila mattoni per creare un dialogo visivo con la storica facciata della Serpentine South Gallery, un tempo padiglione del tè. La struttura è caratterizzata da un ritmo alternato di curve e colonne di mattoni, che trasforma la percezione del muro da solido a permeabile. Il design interno del padiglione include uno spazio coperto di 250 mq, estendibile a 550 mq, con un tetto traslucido che si adatta alla posizione degli alberi esistenti, sostenuto da sottili colonne di mattoni che evocano tronchi d'albero. Lanza Atelier ha anche disegnato gli arredi per quest'area, sedie e sgabelli realizzati in legno di sapele e prodotti localmente, in linea con l'idea di un design integrato che fonde arredo e architettura in un unico processo creativo.
Il "crinkle-crankle wall", o muro serpentino, non è solo un elemento estetico, ma anche una soluzione ingegneristica intelligente. La sua forma curva garantisce stabilità con un minor numero di mattoni rispetto a un muro dritto. Questa tecnica, con radici nell'antico Egitto e introdotta in Inghilterra da ingegneri olandesi, è particolarmente diffusa nel Suffolk e si rivela efficace per mitigare il clima, offrire riparo e favorire la crescita della vegetazione. I progettisti messicani hanno enfatizzato l'importanza di reinterpretare tecniche tradizionali in chiave moderna, promuovendo un approccio economico, semplice e innovativo al design. Il loro lavoro, celebrato come la venticinquesima edizione del Serpentine Pavilion, si inserisce in una tradizione che, dopo aver ospitato grandi nomi dell'architettura, ha aperto le porte a talenti emergenti, assumendo il ruolo di piattaforma per la sperimentazione artistica e architettonica, come testimoniato anche dal loro contemporaneo progetto per il Padiglione della Repubblica del Kosovo alla 61ª Biennale d’Arte di Venezia.
Questo padiglione non è solo un'opera d'arte temporanea, ma un simbolo tangibile della fusione tra tradizione e innovazione. È un invito a riscoprire la bellezza nella semplicità dei materiali e nella genialità delle soluzioni antiche, dimostrando che un design consapevole può arricchire la nostra vita quotidiana e ispirare le future generazioni di architetti.