Il Museo Lucas apre: un nuovo approccio all'arte narrativa
Il Lucas Museum of Narrative Art, recentemente inaugurato a Los Angeles e frutto della visione di George Lucas e di sua moglie Mellody Hobson, si propone di ridefinire il concetto di museo. L'istituzione celebra l'arte narrativa in tutte le sue forme, dalla pittura rinascimentale ai film di Star Wars, dai fumetti ai murales, dimostrando come le immagini siano un veicolo universale per esprimere valori, desideri e miti collettivi. Questo approccio innovativo mira a rompere le tradizionali barriere tra le diverse discipline artistiche, offrendo un'esperienza inclusiva e accessibile a un pubblico eterogeneo, che invita a riflettere sul potere intrinseco delle storie e sulla loro capacità di plasmare la nostra comprensione del mondo. Il museo, con la sua architettura avveniristica e il suo ricco programma culturale, si afferma come un nuovo punto di riferimento nel panorama artistico globale.
L'idea centrale che anima il Lucas Museum è che qualsiasi immagine in grado di raccontare una storia, di evocare un episodio o di tradurre un'idea condivisa in forma visiva, meriti di essere considerata arte. Questa prospettiva abbraccia tecniche diverse come la pittura, l'illustrazione, la fotografia, il fumetto, i manifesti e il cinema, ponendo l'accento sulla loro capacità di incidere sull'immaginario e sulla memoria collettiva. Il museo intende così superare le gerarchie consolidate nel mondo dell'arte, mettendo sullo stesso piano un capolavoro pittorico e un disegno preparatorio per un film. La sfida curatoriale è proprio quella di rendere accessibili queste opere senza appiattirne il significato, spingendo il visitatore a interrogare criticamente i diversi linguaggi e a considerare come essi influenzino la percezione e l'interpretazione del mondo.
George Lucas e Mellody Hobson hanno concepito il museo come un patrimonio trasversale, un luogo capace di connettere persone di tutte le età e provenienze. L'obiettivo è creare un ambiente accogliente per tutti, anche per chi non frequenta abitualmente i musei, dove l'esperienza personale possa fungere da trampolino di lancio per scoprire opere e linguaggi distanti. Le gallerie espositive sono organizzate in sezioni tematiche come amore, famiglia, infanzia, lavoro, comunità e avventura, senza seguire un ordine cronologico o disciplinare rigido. I visitatori sono invitati a esplorare percorsi basati su associazioni di idee, analogie e differenze, superando i confini di epoche e linguaggi. Questo approccio, se da un lato offre una libertà interpretativa, dall'altro pone la sfida di evitare un'eccessiva semplificazione dei concetti, riconoscendo che il significato di amore o avventura può variare notevolmente a seconda del contesto storico e culturale.
L'architettura del museo, curata da Ma Yansong di MAD Architects, con Stantec come architetto esecutivo, è un'espressione tangibile di questa visione narrativa. L'edificio, che si estende su circa 27.800 metri quadrati su cinque livelli, si presenta come una forma organica, bianca e asimmetrica, sospesa da terra. Le sue superfici curve richiamano una nuvola, una roccia levigata o un organismo in movimento, e l'ispirazione dichiarata dall'architetto deriva dalle chiome degli alberi di Exposition Park, integrando la struttura nel paesaggio circostante anziché imporsi su di esso. Un ampio arco centrale collega gli accessi nord e sud, proteggendo una piazza pubblica, mentre un oculo ellittico si apre verso il cielo. Questa sequenza di passaggi e scorci preannuncia l'esperienza delle gallerie, preparando il visitatore a un'esplorazione ricca di curiosità e meraviglia.
Il progetto paesaggistico, curato da Mia Lehrer e Studio-MLA, trasforma le aree precedentemente adibite a parcheggio in un sistema di prati, sentieri, giardini e spazi ombreggiati, includendo un anfiteatro e una fontana. Il campus ospita anche sculture monumentali, e un giardino pensile estende il dialogo tra architettura e natura. Con un'attenzione particolare alla sostenibilità, il progetto prevede l'uso di specie autoctone resistenti alla siccità, sistemi di raccolta dell'acqua piovana e pannelli solari. Questo approccio crea un museo attraversabile, un luogo dove le persone possono soffermarsi, incontrarsi e partecipare ad attività pubbliche anche senza accedere alle gallerie. Per coinvolgere attivamente la comunità locale, sono previste forme di accesso gratuito per i residenti del quartiere, consolidando il ruolo del museo come punto di riferimento culturale e sociale.
All'interno delle gallerie, distribuite su oltre novemila metri quadrati, si trovano più di 1.200 opere e materiali, che spaziano dall'antichità alla contemporaneità. La sezione intitolata 'La Storia dell'Arte Narrativa: Eroi • Miti • Il Sacro' esplora il ruolo degli eroi, dei miti e delle immagini religiose nella costruzione delle culture. Sculture, dipinti e riproduzioni di opere non trasportabili mostrano come la rappresentazione visiva abbia sempre contribuito a trasmettere credenze e a legittimare l'autorità. Accanto a questa tradizione, sono esposte opere di artisti come Artemisia Gentileschi e Frida Kahlo, Norman Rockwell e Frank Frazetta, oltre a figure del fumetto come Robert Crumb. Il confronto tra queste diverse espressioni artistiche mira a sfidare la distinzione tra arte 'colta' e opere che hanno raggiunto un vasto pubblico attraverso libri, giornali e schermi.
Un nucleo significativo è dedicato ai murales e alle narrazioni nello spazio pubblico, presentando materiali legati a 'The Great Wall of Los Angeles' di Judith F. Baca, insieme a opere e studi di Diego Rivera, JR e Banksy. In questo contesto, l'immagine assume il compito di raccontare storie spesso escluse dalla narrazione ufficiale, rivendicando visibilità e riconoscimento. Il cinema costituisce un altro asse fondamentale del percorso, con la mostra 'Star Wars in Movimento' che presenta disegni, concept art, costumi, oggetti di scena e modelli di veicoli tratti dai primi sei film della saga. Questa sezione mette in evidenza il processo creativo che sta alla base del cinema, concepito come un'arte collettiva che coinvolge illustratori, scenografi, progettisti, costumisti e tecnici. Il museo offre anche una biblioteca di ricerca con libri, riviste, archivi e collezioni speciali dedicate all'illustrazione, alla letteratura per l'infanzia, ai fumetti, alla fantascienza e al cinema, con una sala di lettura aperta a tutti, anche a chi non si limita alla visita delle gallerie.
Per completare questa esperienza, il Lucas Museum, in collaborazione con TASCHEN, ha pubblicato un libro in due volumi che funge da estensione dell'esposizione. Questo progetto editoriale, curato da Benedikt Taschen e Jessica Hundley, con contributi di George Lucas, Guillermo del Toro e Ryan Linkof, non è solo un catalogo della collezione, ma un vero e proprio viaggio attraverso l'arte del narrare. Il volume esplora come le immagini ci aiutino a interpretare il mondo e a dare un senso alla nostra esistenza, un bisogno umano radicato fin dalle incisioni rupestri. L'autore della saga di Star Wars, in linea con la sua fama, ha ideato un'opera epica, invitando il pubblico a 'abitare' sia il museo che il libro. Con due sale cinematografiche dedicate a pionieri come Robert Flaherty e Slavko Vorkapich, il museo approfondisce la storia delle immagini in movimento, esplorando il rapporto tra arte, tecnica e narrazione attraverso film sulla realtà, sull'arte, sull'animazione e opere che indagano le relazioni tra immagini e musica. Questo ampio programma culturale consolida la missione del museo di essere un centro dinamico per lo studio e la celebrazione dell'arte narrativa.