Festival dell'Architettura di Torino 2026: "Chi abiterà le case vuote?" – Un'Esplorazione Critica sull'Abitare Contemporaneo
Un interrogativo cruciale per il futuro urbano: ripensare gli spazi vuoti e l'abitare accessibile.
Un'analisi approfondita sull'edilizia inutilizzata e le esigenze abitative contemporanee
Dal 7 al 9 luglio 2026, l'Ex Mercato Ittico di Porta Palazzo a Torino aprirà eccezionalmente le sue porte per ospitare il Festival dell'Architettura. L'evento, promosso dalla Fondazione per l'architettura / Torino e dall'Ordine degli Architetti di Torino, si focalizzerà sulla domanda sempre più urgente: “Chi abiterà le case vuote?”. Questo interrogativo mette in luce la paradossale coesistenza di un vasto patrimonio edilizio inutilizzato e una crescente necessità di alloggi a prezzi accessibili, aggravata da dinamiche demografiche mutevoli e nuove fragilità sociali nelle aree urbane.
Il concetto di vuoto come opportunità di progettazione e innovazione
Il titolo del Festival trae ispirazione dalle intuizioni di Ettore Sottsass, invitando a considerare il vuoto non come una semplice assenza, ma come un terreno fertile per l'innovazione progettuale. Gli edifici dismessi, le abitazioni vacanti e gli spazi in fase di riconversione diventano così punti di partenza per esplorare il ruolo cruciale dell'architettura nel fornire risposte abitative che siano più accessibili, ecologicamente responsabili e socialmente inclusive. Il programma del Festival si estenderà su tre giornate dense di appuntamenti, comprendendo incontri, dibattiti, installazioni artistiche, workshop interattivi e proiezioni cinematografiche, con l'obiettivo di coinvolgere sia gli esperti del settore che la cittadinanza.
La rinascita dell'Ex Mercato Ittico: un simbolo di rigenerazione urbana
La scelta dell'Ex Mercato Ittico di Porta Palazzo come location non è casuale, ma riveste un profondo significato simbolico e funzionale. L'edificio, attualmente oggetto di un processo di riqualificazione e cambio di destinazione, sarà temporaneamente riattivato come piattaforma di discussione pubblica, in perfetta sintonia con la tematica centrale del Festival. La Fondazione per l'architettura / Torino ha sottolineato che questa iniziativa rappresenta la prima occasione di riapertura dello spazio alla comunità, inserendosi in un percorso più ampio di rigenerazione urbana che valorizza il riuso come risorsa fondamentale per la cultura e il tessuto sociale.
Un programma ricco di approfondimenti e prospettive future
Il Festival si articolerà in una decina di aree tematiche, accogliendo il contributo di autorevoli esperti, urbanisti, progettisti, rappresentanti istituzionali e accademici. L'inaugurazione sarà affidata a Lorenzo Bellicini, direttore del CRESME, e tra i relatori sarà presente anche Ezio Micelli, docente ordinario all'Università IUAV di Venezia, direttore del Master U-Rise in rigenerazione urbana e innovazione sociale e membro dell'EU Housing Advisory Board. Un focus particolare sarà dedicato all'intelligenza artificiale, esplorandone il potenziale come strumento per analizzare scenari urbani complessi e supportare i processi di progettazione.
Il ruolo delle nuove generazioni e il concetto di casa come infrastruttura sociale
Ampio risalto sarà dato anche alle nuove leve professionali attraverso Future Homes Europe, una call internazionale rivolta a designer e architetti under 35. Essi saranno chiamati a presentare proposte innovative sull'abitare contemporaneo e accessibile in Europa. In questa visione, la casa viene reinterpretata non solo come spazio fisico, ma come infrastruttura sociale, culturale e ambientale, capace di adattarsi ai continui mutamenti dei modelli di vita.
Coinvolgimento della cittadinanza e iniziative culturali
Oltre al programma specialistico, il Festival proporrà numerose attività aperte al pubblico, inclusi laboratori educativi per bambini e ragazzi curati da SOU - Scuola di Architettura per Bambini, eventi musicali, un'imponente installazione effimera e partecipativa ideata dall'artista Raffaele Salvoldi, e una rassegna cinematografica che sarà ospitata negli spazi del bistrot culturale Il Ramo d’Oro.
Un progetto a lungo termine e l'aspirazione a Capitale Europea della Cultura
L'edizione del 2026 segna l'inizio di un percorso pluriennale, che proseguirà nel 2027 con un secondo appuntamento e la presentazione dei risultati emersi. Il Festival si inserisce, inoltre, nel più ampio cammino di Torino verso la candidatura a Capitale Europea della Cultura 2033, evidenziando il ruolo centrale dell'architettura nella riflessione pubblica sulle trasformazioni urbane e sulle nuove forme dell'abitare. Le date da segnare sono dal 7 al 9 luglio 2026, presso l'Ex Mercato Ittico di Porta Palazzo a Torino.