Codice Edilizia: L'INU Allerta sui Rischi e Propone una Nuova Legge sul Governo del Territorio
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Codice Edilizia: L'INU Allerta sui Rischi e Propone una Nuova Legge sul Governo del Territorio

DateApr 08, 2026
Read Time3 min

L'Istituto Nazionale di Urbanistica (INU) ha lanciato un allarme sui potenziali pericoli derivanti dall'attuale proposta di legge sul Codice dell'edilizia e delle costruzioni. Secondo l'INU, la normativa in discussione in Parlamento rischia di trascurare aspetti cruciali della pianificazione urbanistica, concentrandosi eccessivamente sulla semplificazione edilizia senza un'adeguata cornice di principi fondamentali per il governo del territorio. Questa visione frammentata potrebbe non solo fallire nel risolvere i problemi esistenti, ma anche crearne di nuovi, evidenziando l'urgente necessità di un approccio più olistico e sistematico.

L'INU Rivela le Criticità del DDL Edilizia e Propone Nuove Soluzioni per il Governo del Territorio

Il 5 marzo 2024, l'Istituto Nazionale di Urbanistica (INU) ha reso pubbliche le sue osservazioni critiche sul Disegno di Legge (DDL) riguardante il Codice dell'edilizia e delle costruzioni. Questo documento, diffuso attraverso la rivista "Urbanistica Informazioni", mette in guardia sui gravi rischi che scaturiscono dalla scelta di affrontare temi di urbanistica e gestione del territorio tramite un provvedimento focalizzato esclusivamente sull'edilizia.

Il cuore della critica INU risiede nel fatto che il DDL, pur toccando aspetti urbanistici significativi come i titoli abilitativi, la rigenerazione urbana, i meccanismi perequativi-compensativi e la disciplina dei cambi d'uso, lo fa senza esplicitare i principi fondamentali necessari per un efficace governo del territorio. Secondo l'Istituto, la proposta legislativa sembra promuovere un'idea di trasformazioni urbane puntuali e "semplificate", distaccate da una visione complessiva e dal disegno ordinatore del piano urbanistico.

Un gruppo di lavoro dell'INU, composto da esperti come Michele Talia (presidente), Carlo Alberto Barbieri, Emanuele Boscolo, Marcello Capucci, Paolo Galuzzi, Carolina Giaimo, Renato Perticarari e Paolo Urbani, ha evidenziato come l'attuale impostazione non solo riproponga gli stessi problemi che intende risolvere, ma sollevi anche questioni di incostituzionalità. La delega, infatti, rafforzerebbe l'idea che l'intervento sull'esistente si limiti alle norme edilizie, ignorando che il sistema insediativo e infrastrutturale è oggi il principale campo d'azione della pianificazione, che va oltre la mera regolamentazione edilizia.

Per affrontare queste criticità, l'INU suggerisce l'urgente necessità di un riordino organico delle normative, abrogando leggi obsolete come la n. 1150/42 e innovando il Dm n. 1444/1968. Soprattutto, propone di ispirarsi a un "nuovo e originale telaio di principi fondamentali", non guidato dal solo obiettivo di semplificazione, ma basato su pilastri quali sostenibilità, sussidiarietà, pianificazione, coerenza, copianificazione interistituzionale, dotazioni territoriali e urbane, contenimento del consumo di suolo, consensualità pubblico-privato, perequazione e compensazione, rigenerazione urbana e disciplina dei diritti edificatori. Questi principi, secondo l'INU, dovrebbero essere sistematizzati in una legge specifica sul governo del territorio, una proposta che l'Istituto ha già presentato al Senato nel luglio 2024.

Queste osservazioni saranno il fulcro di un incontro online del ciclo "Urbanpromo Letture", in programma il 15 aprile, che approfondirà il quadro attuale e la necessità di una sistematizzazione legislativa nel governo del territorio.

L'analisi critica dell'INU ci spinge a riflettere sull'importanza di una visione integrata e a lungo termine nella legislazione che riguarda l'ambiente costruito. È fondamentale che le normative non si limitino a semplificare processi, ma si facciano carico della complessità del territorio, promuovendo uno sviluppo sostenibile e armonioso. La proposta di una legge specifica sul governo del territorio, con principi chiari e ben definiti, appare come un passo necessario per superare gli approcci frammentari e garantire un futuro urbano più equo e resiliente per tutti.

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