Catherine Gay Menzel: Oltre gli Oggetti, Verso Relazioni e Atmosfere nell'Architettura
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Catherine Gay Menzel: Oltre gli Oggetti, Verso Relazioni e Atmosfere nell'Architettura

DateSep 28, 2026
Read Time3 min
Questa intervista approfondisce la filosofia progettuale di Catherine Gay Menzel, un'architetta con sede a Monthey, Svizzera, che sarà relatrice alla sesta edizione della biennale svizzera del territorio. L'articolo esplora la sua visione incentrata sulla creazione di spazi che evocano sensazioni e connessioni piuttosto che semplici oggetti, prendendo come esempio il progetto "La Casa Nova".

L'architettura come arte delle connessioni: Un viaggio tra corpo, luogo e memoria

L'essenza del Progetto "La Casa Nova": Oltre la Funzione, Verso l'Atmosfera

Catherine Gay Menzel definisce "La Casa Nova" di Monthey come un'espressione paradigmatica della sua concezione architettonica. Lungi dall'essere un mero edificio funzionale, questo spazio pubblico rifunzionalizzato, originariamente un ufficio postale e ora una biblioteca, si distingue per la sua capacità di generare un'atmosfera unica. L'obiettivo primario non è la funzione, ma la creazione di un ambiente accogliente e familiare, simile a quello domestico. Elementi di arredo recuperati da diverse istituzioni cittadine, come banconi della vecchia biblioteca e poltrone dell'ufficio turistico, vengono reintegrati, trasformando oggetti comuni in portatori di storia e affetto, e contribuendo a un'esperienza spaziale che risuona con la memoria collettiva.

La Biennale Svizzera del Territorio: Contesto, Immaginario e Ordinarietà

La partecipazione di Catherine Gay Menzel alla biennale svizzera del territorio si concentra su temi quali il contesto, l'immaginario e l'ordinarietà. L'architetta enfatizza la necessità di creare spazi in cui le persone si sentano parte integrante, promuovendo una connessione profonda tra il corpo e l'ambiente. Anche in scenari straordinari, sono i dettagli quotidiani a conferire significato e qualità. Il restauro di edifici esistenti, come nel caso di Monthey, diventa un'opportunità per lavorare sulla memoria del luogo, non solo conservandola, ma anche costruendo nuove narrazioni che coinvolgono i visitatori e la loro immaginazione. L'obiettivo è far sì che le persone percepiscano lo spazio come proprio, generando un senso di familiarità e benessere.

La Centralità dell'Atmosfera: Narrativa e Immaginari dei Luoghi

Per Catherine Gay Menzel, la qualità di uno spazio non si misura solo attraverso scelte estetiche o materiali, ma attraverso l'atmosfera che esso riesce a evocare. Ogni dettaglio, ogni elemento d'arredo, contribuisce a un'esperienza sensoriale e emotiva complessiva. La creazione di un ambiente positivo è il risultato di una sovrapposizione di elementi che, insieme, plasmano la percezione e il vissuto delle persone. L'architetta sottolinea l'importanza di lavorare sulle narrazioni e sugli immaginari contestuali, ovvero le storie e le suggestioni legate ai luoghi e ai loro abitanti, per dare vita a spazi autentici e significativi.

Il Territorio come Bene Comune: Un Approccio Olistico al Progetto

La consapevolezza del territorio come bene comune rappresenta un pilastro fondamentale nella visione di Catherine Gay Menzel. Specialmente in regioni come il Canton Ticino, dove il paesaggio possiede una forza intrinseca ma anche una intrinseca fragilità, è imperativo che tutti si impegnino per la sua tutela. L'architetta invita a superare una prospettiva limitata al singolo edificio, promuovendo una visione più ampia e interconnessa. Ogni progetto, anche il più piccolo, deve contribuire a un'esigenza superiore, considerando come gli oggetti si inseriscono e trasformano il paesaggio. La priorità non è più l'isolamento degli interventi, ma la creazione di connessioni e relazioni armoniose tra gli elementi.

La Partecipazione Attiva: Coinvolgimento Comunitario e Ruolo dell'Architetto

La cultura progettuale attuale, fortemente orientata verso l'inclusione, evidenzia la crescente importanza della partecipazione comunitaria. Catherine Gay Menzel rileva un crescente desiderio di coinvolgimento da parte dei cittadini, sia individualmente che attraverso associazioni, specialmente in contesti urbani. L'Istituto Internazionale di Architettura, per esempio, contribuisce in modo significativo a questo dialogo. Questa tendenza rappresenta una stimolante sfida per la professione architettonica. Gli architetti, pur ascoltando le esigenze dei clienti, si trovano sempre più a interagire attraverso processi partecipativi, concependo il progetto come il risultato di un dialogo aperto e continuo, dove le sfide diventano opportunità di crescita e innovazion

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