Cantina Lvnae: architettura e vino tra Liguria e Toscana
Situata nel cuore della Lunigiana, questa nuova cantina si presenta come un'architettura che si integra perfettamente nel paesaggio, celebrando la tradizione vitivinicola della famiglia Bosoni. L'edificio, influenzato dal minimalismo di Tadao Ando ma reinterpretato con materiali mediterranei, offre un percorso sensoriale che conduce i visitatori attraverso la storia del vino e del territorio. Un omaggio alla natura e alla cultura locale, dove ogni dettaglio è pensato per esaltare il Vermentino e le varietà autoctone, culminando in un'esperienza di degustazione che unisce sapori e architettura.
Cantina Lvnae: Un Viaggio Sensoriale tra Architettura e Tradizione Vitivinicola
Nella piana alluvionale di Luni, un luogo dove la Liguria e la Toscana si fondono, è stata inaugurata la straordinaria cantina Lvnae. Questo capolavoro architettonico è nato dalla visione di Diego Bosoni, vignaiolo di quarta generazione, che ha desiderato creare un luogo in perfetta armonia con l'ambiente circostante. Il progetto è il risultato di una collaborazione sinergica tra Bosoni, il rinomato designer fiorentino Andrea Del Sere e lo studio romano AT Studio, che ha curato gli aspetti tecnici.
L'ispirazione principale è stata l'architettura minimalista del maestro giapponese Tadao Ando, reinterpretata con materiali locali come cemento, pietra, corten e vetro. Il design si manifesta attraverso un lungo piano inclinato erboso che quasi nasconde le strutture, riflettendo i terrazzamenti delle Alpi Apuane e mutando con le stagioni. Questo approccio non ricerca la monumentalità, ma un linguaggio sussurrato e deciso che invita alla scoperta progressiva.
Il percorso inizia con un vigneto didattico, un vero e proprio atlante vivente della biodiversità locale, dove il visitatore può ammirare varietà autoctone come Albarola, Pollera e Cimixa, fino al pregiato Vermentino, di cui Lvnae è un interprete appassionato. Superato il terrapieno verde, si accede a un hortus conclusus, un cortile ispirato all'anfiteatro romano di Luni, ideale per eventi e degustazioni. Qui, muretti a secco realizzati a mano da un artigiano locale testimoniano l'antica sapienza costruttiva.
Una volta varcata una misteriosa porta, si entra in un'area di circa 3.000 mq, articolata tra volumi sotterranei ed emergenti. Un lungo tunnel inclinato conduce il visitatore in una discesa quasi iniziatica nel cuore della terra, accompagnata da un'installazione sonora immersiva creata da un artista locale, che riproduce i suoni della vigna e della bottaia. Lungo il percorso, una teca illuminata rivela la stratigrafia del suolo, svelando i segreti che conferiscono al Vermentino classico Lvnae il suo carattere unico.
Gli ambienti sotterranei, caratterizzati da pavimenti in calcestruzzo acidato e pareti che mescolano cemento armato, terra cruda e ossidi naturali, evocano un'esperienza materica profonda. Come spiega Del Sere, la palette cromatica si ispira alle pietre in superficie e ai minerali delle profondità, creando una visione organica d'insieme. Attraverso una teatrale porta-sipario che richiama la terra screpolata dal sole, si accede alla sala di affinamento in bottiglia. Qui, tronchi di ontano disposti come un bosco astratto e tralci di potatura invernale sospesi celebrano il ciclo della vite, mentre i vini riposano silenziosamente.
Dopo aver attraversato il moderno laboratorio e l'impianto di vinificazione, si giunge alla bottaia, un ambiente mistico dove grandi anfore troneggiano come sculture e botti di rovere lavorano pazientemente sui vini rossi. Il soffitto in legno ricorda la chiglia di una nave, enfatizzando la connessione con la natura.
Il percorso culmina nella sala degustazione sotterranea, un ambiente essenziale e raffinato, connesso all'area polivalente vetrata da una scala scenografica, offrendo un ritorno alla luce attraverso l'esperienza del vino.
L'Armonia tra l'Uomo, la Natura e il Vino: Una Riflessione Architettonica e Culturale
La creazione della cantina Lvnae trascende la mera funzionalità per diventare una celebrazione del tempo, della terra e della visione umana. Questa architettura non è un semplice contenitore, ma un'opera che dialoga con la natura, ascoltandone i ritmi e restituendone l'essenza in ogni sorso di vino. L'approccio di Diego Bosoni, che vede la viticoltura come un gesto culturale, si manifesta in ogni dettaglio, dall'integrazione paesaggistica all'uso di materiali che riflettono l'anima del territorio. È un invito a riscoprire il valore intrinseco delle cose, a connettersi con le radici e a guardare al futuro attraverso linguaggi visivi contemporanei che rispettano la memoria. La cantina Lvnae ci ricorda che costruire è anche coltivare, sia la vite che l'identità di un luogo, in un equilibrio perfetto tra innovazione e tradizione.