Abitare Sostenibile: Rigenerazione Urbana e Nuovi Modelli Abitativi
L'abitare contemporaneo è al centro di una profonda trasformazione, influenzato da mutamenti sociali, economici e demografici che ridisegnano il tessuto delle nostre città. L'edizione 2026 di REbuild ha fornito una piattaforma cruciale per esplorare queste dinamiche, evidenziando come l'approccio alla casa debba evolvere da una mera questione immobiliare a una componente essenziale delle infrastrutture sociali ed economiche. Progetti visionari, come quelli presentati da Beatriz Ramo e Marco Jacomella, dimostrano che è possibile rigenerare il patrimonio esistente per creare soluzioni abitative flessibili, inclusive e orientate al benessere della comunità, ponendo le persone al centro del processo di progettazione e superando le logiche di standardizzazione del mercato.
L'Evoluzione dell'Abitare: Progetti Innovativi tra Parigi e Milano
Il 20 maggio 2026, a Riva del Garda (Trento), durante l'edizione di REbuild incentrata su "Housing Remix", due architetti di fama internazionale, Beatriz Ramo e Marco Jacomella, hanno illustrato approcci rivoluzionari alla rigenerazione del patrimonio edilizio. I loro lavori hanno offerto una prospettiva innovativa sul concetto di abitazione nelle città moderne, rispondendo alle crescenti esigenze sociali e demografiche.
Beatriz Ramo, fondatrice dello studio STAR strategies + architecture di Rotterdam, ha presentato il progetto START-Ivry, un complesso di 288 alloggi collettivi nella Grande Parigi. Questo progetto si distingue per la sua capacità di offrire abitazioni accessibili e adattabili a stili di vita in continua evoluzione. Basato su "10 Principi di Adattabilità" e "8 Principi di Qualità progettuale", START-Ivry trasforma le realtà sociali – come famiglie monoparentali, anziani, lavoratori da casa – in soluzioni spaziali concrete. L'obiettivo è superare la logica del mercato immobiliare che si concentra esclusivamente sui numeri, restituendo intelligenza alla planimetria e ponendo la vita delle persone, con la sua imprevedibilità, al centro del progetto. Gli alloggi sono pensati per modificarsi nel tempo, espandendosi con la famiglia o trasformandosi in monolocali indipendenti, riducendo così la futura domanda abitativa e promuovendo una forma di circolarità a livello dell'appartamento.
A Milano, Marco Jacomella, di ITER STUDIO, ha illustrato Common Housing© Bisceglie, un modello di abitare cooperativo sviluppato tra il 2018 e il 2024. In un contesto urbano dove il costo della vita è in aumento e le strutture familiari sono cambiate drasticamente, questo progetto propone 103 alloggi convenzionati, integrati da 500 mq di servizi comuni e ulteriori 500 mq convenzionati con il Comune, organizzati attorno a una piazza pubblica di 1.000 mq. Common Housing© Bisceglie si configura come una vera e propria "infrastruttura per la comunità", ampliando il concetto di casa oltre i confini del singolo appartamento. Il piano terra si apre al quartiere con funzioni pubbliche, mentre la piazza sopraelevata e gli spazi in copertura rafforzano l'idea di una "domesticità estesa". Grazie a 30 varianti tipologiche, il progetto risponde a diverse esigenze abitative, offrendo flessibilità e resilienza nel tempo. Questo approccio dimostra come l'adattabilità, gli spazi condivisi e un modello misto possano concretamente affrontare la crisi abitativa e ridefinire l'abitare contemporaneo in modo più accessibile e resiliente.
Entrambi i progetti sottolineano la necessità di un cambio di paradigma nell'edilizia, dove la casa non è più un semplice prodotto, ma un sistema aperto in grado di accogliere e supportare le molteplici sfaccettature della vita urbana moderna.
L'analisi di questi progetti pionieristici ci spinge a riflettere sul futuro delle nostre città e sulla responsabilità che abbiamo nel costruire ambienti che siano non solo funzionali, ma anche profondamente umani. L'abitazione, in quest'ottica, diventa un catalizzatore di benessere sociale, un luogo che si adatta alle esigenze delle persone e non viceversa. È un invito a considerare l'architettura come strumento di inclusione e di risposta alle sfide del nostro tempo, promuovendo un'idea di città più giusta e sostenibile per tutti.